Perugia (PG) - L'Associazione Amici della Musica, nell'ambito del ciclo di conferenze proposto per l'anno 2011/2012, Venerdì 24 febbraio presso la Sala delle Conferenze della Galleria Nazionale dell'Umbria - ore 17,30
invita all'incotnro con Alberto Batisti che conferirà su: «Winterreise di Schubert».
Ingresso libero.
Info: info@perugiamusicaclassica.com
Winterreise (Viaggio d'inverno), D.911, è un ciclo di 24 lieder (composizioni per pianoforte e canto (musica)), composti da Franz Schubert su testi di Wilhelm Müller.
Composto nel 1827, a due anni dalla morte di Schubert, questo ciclo, dopo un buon successo iniziale, soprattutto nei salotti viennesi, cadde ben presto nel dimenticatoio, per essere riportato alla luce, anzi all’ascolto, esattamente cento anni dopo la sua creazione, nella prima incisione integrale, quella effettuata dal baritono viennese Hans Duhan.
Da quel momento a oggi, non si contano le registrazioni di questo straordinario ciclo liederistico, basato sulle liriche del poeta romantico Wilhelm Müller (nel disegno a fianco), che hanno visto alternarsi voci di tenori, baritoni, soprani e mezzosoprani, da Hans Hotter a Thomas Quasthoff, da Dietrich Fischer-Dieskau a Brigitte Fassbaender, da Christine Schäfer a Christa Ludwig, da Peter Pears a Hermann Prey e Ian Bostridge, accompagnati da pianisti come Jörg Demus, Gerald Moore, Benjamin Britten, Alfred Brendel, Daniel Barenboim e Murray Perahia.
Ogni cantante che affronta questo ciclo di Schubert (che vediamo nel ritratto) formato da ventiquattro Lieder suddivisi in due parti, sa perfettamente che la sua interpretazione deve includere un repertorio di sfumature vocali che non devono soltanto rappresentare il cuore, l’anima, i sentimenti e le emozioni del protagonista, di questo viandante solitario che affronta l’inverno in tutti i suoi aspetti, per sfuggire al ricordo di un amore impossibile. Infatti, questo susseguirsi di tormenti che si alternano a momentanee estasi, si deve arricchire, addensare nei suoni della natura, in un mix meraviglioso in cui l’uomo si unisce e differenzia, allo stesso tempo, da ciò che lo circonda.



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